RIMINI
IERI
Nel XIV secolo Rimini era definita “città dai due porti”, “l’uno ad opera del mare, l’altro fatto dalla bocca del fiume”. Nei secoli fu quest’ultimo, costruito alla foce del fiume Marecchia, ad acquistare sempre più maggior importanza, porto che, grazie al continuo protendersi verso il mare dei moli guardiani, divenne nell’Ottocento il più importante della Romagna. Le cronache riferiscono che nel 1864 “la popolazione addetta alla pesca in questo Porto è di 419 marinai esercenti. Il numero delle barche pescareccie, fra terriere e alturiere, ascende a 59, di tonnellate complessive 898”. Va inoltre ricordato che le attività del porto andavano ben oltre la pesca, infatti “a questo Porto e delle industrie che hanno vita per esso, la statistica riminese annovera una popolazione che vi trae suo sostentamento tra i cinque e i sei mila individui”, cifra che comprende tra le genti del porto (famiglie comprese): “pescatori, naviganti, calafati, commercianti e industrianti”.
OGGI
La marineria riminese conta oggi circa 120 imbarcazioni, suddivise in tutte le diverse tipologie di pesca presenti in Emilia-Romagna (strascico, volante, draga idraulica, attrezzi da posta). In termini quantitativi il prodotto maggiormente sbarcato è il pesce azzurro (nel 1996 l’insieme di sardoni, sarde, saraghine e sgombri ammontava a oltre 2.000 t.), benché assai importante economicamente risulti anche la pesca a strascico. Qui, viene svolta, sia con reti tradizionali a divergenti, sia con i ramponi, reti a bocca fissa di metallo, di circa 2-3 m di apertura, trainate da grossi scafi, che allargando lateralmente delle aste riescono a trainarne anche 4 o 6. Le specie più comunemente pescate con lo strascico sono le triglie, le sogliole, le seppie e le canocchie. Va ricordato inoltre che a Rimini esiste un importante mercato ittico alla produzione dell’Emilia-Romagna; qui transitano ogni anno circa 1.500 t. di prodotto, tra pesci, molluschi e crostacei. Anche nel porto di Rimini sono presenti imbarcazioni adibite alla mitilicoltura, che operano negli impianti realizzati a poche miglia a sud del porto, su un’area di circa 400 ettari.
Per approfondimenti: I luoghi della pesca
Pubblicazione realizzata nell'ambito del progetto "MARIMED" La pesca come fattore di sviluppo del turismo sostenibile, gestito da Regione Emilia-Romagna Assessorato Turismo.Commercio







