Strada del Pesce

MARINA DI RAVENNA


Pesce Marina di Ravenna

IERI

Antica tradizione ha la pesca valliva nel ravennate; documenti attestano sul finire del Seicento luoghi e modalità di stipula dei contratti di pesca nelle valli e nelle acque costiere, tra i monaci di S.Vitale, titolari delle aree, e i pescatori. L’attuale assetto portuale viene deciso verso la metà del Settecento; nel 1746 viene infatti riaperto Porto Corsini, unito alla città di Ravenna dall’omonimo canale, che tutt’ora è però conosciuto come Canale Candiano, a memoria del precedente scalo. Sul finire dell’Ottocento il mercato del pesce, che si teneva sul piazzale del faro, attirava pescatori dai vari porti della Romagna e del Veneto; mentre una nuova struttura venne realizzata nel 1924. In pochi anni, grazie anche alla realizzazione nel 1930 di una darsena per le barche da pesca, il mercato ittico di Porto Corsini diviene “la meta di tutti i Pescatori dell’Adriatico”; le barche scendevano da Trieste e dall’Istria, salivano dall’Abruzzo e dalla Puglia. Ma il “destino” di Porto Corsini muta rapidamente nel volgere di un ventennio, lo sviluppo industriale degli anni ’60, associato allo sviluppo di altri porti pescherecci limitrofi, indusse un continuo calo delle attività di pesca e di commercializzazione.

OGGI

E’ recentissima (primavera 2002) la chiusura del locale Mercato Ittico e ridotto è anche il numero delle barche da pesca presenti. Rimane l’attività di pesca subacquea dei mitili, sviluppatasi negli anni ’60, esercitata da una decina di imbarcazioni, presso le parti immerse delle strutture di estrazione metanifera dell’AGIP. Complessivamente nel 2001 i mitili sbarcati ammontavano a circa 500 tonnellate.

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Per approfondimenti: I luoghi della pesca

Pubblicazione realizzata nell'ambito del progetto "MARIMED" La pesca come fattore di sviluppo del turismo sostenibile, gestito da Regione Emilia-Romagna Assessorato Turismo.Commercio