Strada del Pesce

GORO


Goro

IERI

Tra il Settecento e l’Ottocento tutta l’area deltizia del Po cresce velocemente in relazione a due diversi fenomeni concomitanti: la regressione marina e l’abbondante apporto terrigeno fluviale. L’abitato di Goro sorse intorno il 1750 circa, nei pressi di un fortino pontificio. Qui, negli anni, si va organizzando una comunità di pescatori capaci di operare in acque dolci, salmastre e marine; uomini e donne, tra enormi stenti e difficoltà, hanno saputo trovare un difficile equilibrio tra le peculiarità ambientali e le necessità economiche.

OGGI

Goro è oggi un comune che conta circa 4.500 abitanti, di cui il 50% degli attivi in condizione professionale opera nel settore della pesca; in quest’area quindi la pesca, oggi come un tempo, rappresenta la prima voce dell’economia. Sono oltre 400 le imbarcazioni da pesca che fanno porto a Goro, imbarcazioni dedite a tutte le attività tipiche dell’Adriatico: strascico, volante, draga idraulica e posta. A queste barche se ne aggiungono alcune centinaia adibite esclusivamente alle attività di allevamento, di mitili e vongole veraci filippine. Ed è proprio l’allevamento delle vongole filippine una delle attività peculiari dell’area, sviluppatasi dalla seconda metà degli anni ’80. Nella Sacca di Goro, la più meridionale delle lagune del Delta del Po estesa per circa 2.000 ha., con una profondità normalmente inferiore ai 2 m, sono date in concessione demaniale aree a cooperative e società che gestiscono, attraverso gli associati, i cicli di produzione della vongola, cicli che prevedono la sistemazione del fondale, la semina di novellame (normalmente proveniente da banchi naturali) e la raccolta del prodotto commerciale.  

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Per approfondimenti: I luoghi della pesca

Pubblicazione realizzata nell'ambito del progetto "MARIMED" La pesca come fattore di sviluppo del turismo sostenibile, gestito da Regione Emilia-Romagna Assessorato Turismo.Commercio