Strada del Pesce

COMACCHIO


Comacchio

IERI

Comacchio è nata su una catena di 13 isolette create dall’antico delta del Fiume Po, che sono unite insieme da ponti, e si è collegata a poco a poco alla terraferma.
La conformazione territoriale di Comacchio e delle sue valli ha legato la città ad un particolare sistema di pesca basato sulla presenza dei casoni, siti di attività lavorative e fino a pochi anni fa alloggi dei vallanti nelle permanenze in valle. Capanne erette con pali e rivestite di fasci di canna palustre, uniti tra loro con fibra di giunco. Solo a partire dal 1600 si iniziò a costruirli in muratura e con più vani.
La fama di Comacchio nel mondo è legata in principal modo alla pesca dell’anguilla, che ha da sempre rappresentato una risorsa importante per la città che aveva quindi sviluppato una serie di attività connesse all’allevamento ed alla successiva commercializzazione di questo pesce. L’attività più importante era sicuramente l’industria manifatturiera dei marinati, dove le anguille venivano lavorate e successivamente marinate (ossia messe sotto aceto e sale).
La pesca dell’anguilla è legata ad un particolare sistema di pesca caratterizzato dal lavoriero, strumento molto antico, ma ancora efficiente e fondamentale per la pesca di valle, che consente di catturare le anguille separatamente da cefali e altri pesci, durante le loro migrazioni a mare, stimolate dall'istinto riproduttivo. Il lavoriero li fa convergere in passaggi obbligati e li cattura, all'entrata ed all'uscita, in due fasi: nel primo sbarramento, a maglia più larga, restano impigliati tutti i pesci, tranne l'anguilla, che essendo più sottile riesce ad oltrepassarlo, ma viene bloccata al secondo sbarramento, caratterizzato da maglie più fitte.
Fin dai tempi più remoti inoltre qui veniva estratto il sale e tale attività fu causa di numerose guerre con Ravenna e Venezia

OGGI

Nel territorio intorno a Comacchio rimangono testimonianze dei casoni che in molti casi sono ancora utilizzati dai pescatori come stazioni di pesca. Fino al secolo scorso erano più di cento, sparsi nelle valli: oggi ne restano una ventina (solo 4 dei quali sono stati ristrutturati e sono fruibili ai turisti).
La pesca dell’anguilla è ancora oggi uno dei fiori all’occhiello della città, soprattutto dopo che è stata ristrutturata la Manifattura dei Marinati, al cui interno si può osservare la “Sala dei Fuochi” coi suoi 12 camini dove vengono cotte le anguille per la cottura allo spiedo.
Recentemente restaurato è stato anche il palazzo dell’antica pescheria che ospita il mercato giornaliero del pesce fresco.
L'estrazione del sale è stata interrotta nel 1984, non ritenendola più un'attività remunerativa. Da quel momento è divenuta una zona umida salmastra di notevole valore naturalistico, dove nidificano molti uccelli di palude e dove, da alcuni anni a questa parte, sostano anche i fenicotteri rosa.

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Per approfondimenti: I luoghi della pesca

Pubblicazione realizzata nell'ambito del progetto "MARIMED" La pesca come fattore di sviluppo del turismo sostenibile, gestito da Regione Emilia-Romagna Assessorato Turismo.Commercio - “Parco del Delta del Po. Birdwatching e percorsi naturalistici”, Touring Club Italiano, 2006