CESENATICO
IERI
Notizie storiche informano che una prima sistemazione del porto di Cesenatico risale al 1302. Certo è che dalla metà del Trecento l’importanza di questo porto - unico esempio in Romagna di approdo realizzato su un canale artificiale - aumenta notevolmente, soprattutto grazie “alla dominanza malatestiana che assicurerà per circa un secolo alla città di Cesena e al suo porto una notevole stabilità politica”. Sin dalla sua realizzazione si presentarono continui problemi d’insabbiamento, comuni in tutti gli approdi romagnoli. Per risolvere tale problema viene chiamato, nei primi anni del Cinquecento, il più celebre degli ingegneri idraulici: Leonardo da Vinci. Alla luce dell’esperienza acquisita nella laguna di Venezia, Leonardo migliorò la situazione portuale attraverso la realizzazione di una rete di vene laterali e paratie, individuando anche la necessità, in relazione alla direzione della corrente lungocosta, di allungare il molo di levante rispetto quello di ponente; soluzione quest’ultima adottata successivamente in tutti i porti della Romagna. A Cesenatico dalla fine del Settecento, il suo “secolo d’oro” per quanto riguarda il commercio marittimo, acquista sempre maggior importanza l’attività peschereccia e quella di piccolo cabotaggio tra le due sponde dell’Adriatico. Per quanto riguarda la pesca nell’Ottocento a Cesenatico si trasferirono popolazioni marinare sia da Nord (area veneta e Chioggia in particolare) che da Sud (area marchigiana e San Benedetto in particolare), genti che faranno del Borgo uno dei più importanti centri pescherecci dell’Adriatico centro-settentrionale.
OGGI
L’attuale flotta peschereccia è composta da un centinaio d’imbarcazioni a cui si sono aggiunte, in questi anni, una decina d’imbarcazioni adibite alla mitilicoltura. Le attività di pesca praticate sono quelle comuni agli altri porti della Romagna: strascico, volante, draga idraulica, attrezzi da posta. Tipica invece del porto di Cesenatico è la pesca vagante da circuizione del tonno. Questa attività, iniziata negli anni ’50, è di tipo stagionale poiché si svolge principalmente da marzo a giugno e vede impiegati i pescherecci in campagne di pesca giornaliere o settimanali, in tutto l’Adriatico. Buona parte del pescato sbarcato a Cesenatico viene commercializzato attraverso il locale mercato ittico alla produzione, dove nel 2000 sono stati venduti quasi 2.500 tonnellate di prodotti ittici.
Per approfondimenti: I luoghi della pesca
Pubblicazione realizzata nell'ambito del progetto "MARIMED" La pesca come fattore di sviluppo del turismo sostenibile, gestito da Regione Emilia-Romagna Assessorato Turismo.Commercio







