Strada del Pesce

PESCE AZZURRO

Acciughe e sardine costituiscono uno dei prodotti più caratteristici e abbondanti dei nostri mari e assieme agli sgombri formano oggetto delle principali catture di pesce turchino, che è specialmente di superfi cie o di schiuma, come
suol dirsi.sa

Gustavo Brunelli, 1931

Saraghina

Nell’Adriatico, specialmente nella costa romagnola e marchigiana, nei mesi invernali compare in grandi masse anche una terza specie, la papalina lunga sino a 10 centimetri al massimo, che rappresenta un pesce di consumo popolare e sostituisce da noi lo spratto del mare nordico.

Gustavo Brunelli, 1931

Saraghina

La saraghina o papalina o spratto (Sprattus sprattus) è diff usa in tutti i
mari italiani, ma è abbondante solo in alto-medio Adriatico; appartiene
alla famiglia dei Clupeidi. La saraghina presenta un corpo fusiforme,
compresso lateralmente e simile alla sarda. Si diff erisce per l’opercolo
liscio e non striato e per la posizione della pinna dorsale più spostata indietro. La bocca è discretamente grande la mascella inferiore prominente
con profi lo longitudinale tondeggiante. Presenta una sola pinna dorsale,
l’anale è breve, la caudale è biforcuta, le pettorali brevi e le ventrali
sono inserite in posizione poco anteriore della dorsale. La colorazione è
tipica dei pelagici blu-verdastra dorsalmente mentre argentea sui fi anchi
e sul ventre; questa particolare colorazione rende l’animale invisibile ai
predatori: così colorato, dall’alto si confonde con il blu del mare mentre
dal basso si confonde con i rifl essi della luce solare. È una specie gregaria e migratoria. Si riunisce in grandi banchi e si avvicina alla costa in
superfi cie, specie nelle zone salmastre. Compie anche migrazioni verticali, restando in superfi cie durante i mesi freddi e in vicinanza del fondo durante quelli caldi. La riproduzione si ha durante i mesi freddi invernali.

Si ciba di plancton e cerca il cibo durante il giorno, particolarmente di
primo mattino e verso la sera. Le tecniche di pesca adottate per la cattura sono diverse, quelle abituali sono le reti da pesca pelagiche: sia lo strascico, sia le reti da circuizione, mentre da riva vengono impiegate le sciabiche essendo lo spratto una specie che vive anche in acque salmastre.La stagione in cui le carni sono migliori è tradizionalmente quella “quaresimale”, da marzo ad aprile.

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Sarda

Sarda o sardella. Buona sulla graticola, va mangiata a scotad é da o scotadent.

Quondamatteo & Bellosi, 1977

Sarda

La sarda (Sardina pilchardus) è una specie pelagica, che appartiene alla
famiglia dei Clupeidi. Conosciuta con diversi nomi dialettali la sardina
è una specie diff usa in tutto il Mediterraneo. Presenta un corpo slanciato,
aff usolato e moderatamente compresso lateralmente, con sezione ovoidale.

Il muso è acuto e le mascelle che terminano sotto l’occhio sono
subeguali, con quella inferiore che sopravanza. La colorazione è quella
tipica dei pelagici con dorso azzurro-verdastro, mentre per i fi anchi si ha
una colorazione dorata mentre il ventre è di un bianco-argento. Presenta
un’unica pinna dorsale situata all’incirca a metà corpo, la pinna anale
è spostata molto posteriormente rispetto alla dorsale, le ventrali sono
di piccole dimensioni mentre la pinna caudale è biloba e rende questa
specie un abile nuotatore. La lunghezza massima riportata è di 25
centimetri, sebbene sia comune intorno ai 15 centimetri. La sarda, come
tutti i piccoli pelagici, ha abitudini gregarie e forma banchi di notevole
dimensioni mono o plurispecifi ci, che includono cioè individui della
stessa specie o individui di taglie e specie diverse. Nel periodo autunnoinverno frequenta fondali a maggior profondità, fi no a 180 m, mentre nel resto dell’anno è più comune sottocosta; di giorno si mantiene in genere in acque più profonde, spostandosi verso la superfi cie di notte. Si nutre di plancton sia animale che vegetale che cattura nelle ore serali. Ha sessi separati e la maturità viene raggiunta in genere a un anno di vita, a 10- 20 centimetri: ogni femmina emette 50-60.000 uova del diametro di 1,5 millimetri. La riproduzione ha luogo sotto costa dall’autunno alla primavera; nel periodo febbraio-aprile è pertanto possibile trovare i giovanili
che costituiscono il cosiddetto “bianchetto”, pescato tradizionalmente
nel golfo di Manfredonia (FG).

Nell’alto Adriatico la sarda viene pescata da diversi decenni essenzialmente con reti volanti, mentre in altre zone vengono utilizzate le reti a circuizione con attrazione luminosa, dette lampare. Negli anni ’50 del Novecento era praticata la pesca con reti d’imbrocco, le “sardellare”, che negli ultimi anni è stata in parte “riscoperta”, soprattutto nelle zone del
Delta del Po. La stagione in cui le carni sono migliori è quella estivo-autunnale, da
luglio a ottobre.

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Sardone

La stagione migliore è il periodo gennaiomarzo. Due le qualità
indigene: e’ sardón da giorne (perchè pescato di giorno e nelle acque di terra), più chiaro e migliore de e’ sardón
da nòta, che si pesca in acque più lontane e nelle calate notturne. Se giovane si chiama bag é g o sardunz é in.

Quondamatteo & Bellosi, 1977

Sardone

Il sardone o acciuga (Engraulis encrasicholus) è un pesce pelagico appartenente alla famiglia degli Engraulidi. Diff uso in tutto il Mediterraneo e nell’Atlantico settentrionale; compie migrazioni stagionali. In autunnoinverno vive comunemente a maggiori profondità, mentre in Adriatico si sposta verso sud. Di piccole dimensioni, lungo comunemente 8-14 centimetri, ha corpo aff usolato con sezione cilindrica. La pinna dorsale è unica e situata a metà del corpo. Il colore del dorso è verde-blu, mentre sono argentei i fi anchi e il ventre. La sua alimentazione si basa sul plancton animale; la maturità sessuale viene raggiunta al primo anno di
vita, quando raggiunge circa i 9 centimetri. Il periodo riproduttivo va da aprile a novembre, con un picco estivo; le uova sono planctoniche.
Nell’alto Adriatico anche questo piccolo pelagico viene pescato essenzialmente con reti volanti, mentre in altre zone vengono utilizzate le reti a e circuizione con attrazione luminosa, dette lampare.
La stagione in cui le carni sono migliori è quella autunno-invernale, da
novembre ad aprile.