Strada del Pesce

AMBIENTE

Marina di Ravenna, diga foraneaLa fascia costiera della regione Emilia-Romagna si estende per circa 130
chilometri, dal Po di Goro (FE) alla foce del torrente Tavollo, corrispondente
al portocanale di Cattolica (RN). Tutto il litorale è basso e sabbioso;
importuose erano in passato le coste, tant’è che i porti sono stati realizzati
sulla foce di fi umi o torrenti (Bellaria, Rimini, Riccione, Cattolica, ecc.),
canali artifi ciali (Porto Garibaldi, Marina di Ravenna, Cervia, Cesenatico,
ecc.) e, nel caso di Goro, all’interno dell’omonima sacca.

La zona meridionale, dalla foce del Tavollo a quella del Rubicone, quest’ultima compresa tra Savignano (FC) e Gatteo (FC), si caratterizza per le spiagge relativamente ristrette. Qui la fascia sabbiosa va dal mare alla falesia morta (antica linea di riva risalente a circa 10.000 anni fa) ed è interrotta dalle aste fl uviali, che sono circa perpendicolari alla linea di costa. A nord del fi ume Rubicone, le colline appenniniche sono più lontane dal mare, le spiagge più ampie e spesso a ridosso di grandi aree umide: saline, valli, lagune e ambienti deltizi. I fondi marini antistanti l’Emilia- Romagna sono sabbioso-fangosi, con granulometria decrescente dalla costa al largo, almeno fi no a –20 metri di profondità.

A distanza di 12 miglia nautiche dalla costa le profondità sono di circa 10 metri, a 12 miglia variano tra -25 e -30 metri. Nelle acque della fascia costiera, temperatura e salinità sono molto variabili nel corso dell’anno. Le temperature hanno infatti un’ampia escursione annuale, andando in superfi cie da un minimo di circa 7 °C a un massimo di 28 °C, mentre la salinità oscilla tra i 20 e i 38 grammi per litro. Le acque costiere risentono degli abbondanti apporti terrigeni dei fi umi appenninici e del Po, anche in relazione alle caratteristiche generali della circolazione, avente di norma andamento nord-sud. Gli apporti fl uviali sono signifi cativi anche in relazione alla bassa profondità.

Corvine sul relitto del PaguroDa ciò deriva la caratteristica eutrofi a delle acque costiere;
verdi acque che sono un abbondante pascolo per una variegata fauna
marina. Non solo sogliole, triglie, naselli, canocchie, seppie, mitili e mille
altri pesci, ma lasciando la riva è frequente imbattersi in tonni, delfi ni,
tartarughe e pesci luna, grandi animali che popolano le vivissime acque
adriatiche. Nell’ultimo secolo la fauna e la fl ora sottomarina si sono
ulteriormente arricchite di specie tipiche di fondi rocciosi, evoluzione
legata alla realizzazione di numerose opere portuali e isole artifi ciali, le
piattaforme di estrazione metanifera. Esemplifi cativa è la storia del relitto
Paguro, una piattaforma aff ondata a circa 11 miglia nautiche al largo
di Ravenna, su un fondale di 26 metri, a metà degli anni ’60 del Novecento,
trasformatasi in una bellissima e interessante oasi marina. L’area è,
da qualche anno, preclusa alla pesca e riconosciuta come Zona di Tutela
Biologica.