Strada del Pesce

PESCA SUBACQUEA DELLE COZZE

Questa tipologia comprende tutte le imprese che svolgono l’attività di pesca con un’autorizzazione alla “Pesca mitili con sub” o con “Unità asservita ad impianto”, comunque con imbarcato e operante un “Pescatore subacqueo professionale” o un “Operatore tecnico subacqueo”, iscritto negli appositi registri presenti in Capitaneria.

La programmazione viene svolta dal comandante che tiene conto delle norme di legge limitanti i quantitativi pescabili, delle richiesta del mercato e delle condizioni meteo-marine.

Quest’attività nel compartimento marittimo di Pesaro, dove operano alcune imbarcazioni di Cattolica, è consentita solo dal primo aprile al trentuno dicembre, mentre le barche che fanno porto a Marina di Ravenna operano, tempo permettendo, durante tutto l’anno. La giornata di pesca incomincia all’alba, per terminare nella tarda mattinata. Variabili sono i tempi per raggiungere l’area di pesca, comunque relativamente brevi (5-10 minuti) per le barche cattolichine che lavorano sui banchi naturali di mitili antistanti Gabicce, mentre le imbarcazioni ravennati operano durante tutto l’arco dell’anno.

Si precisa, per altro, che per queste ultime imprese, la pesca dei mitili è conseguente al contratto di “pulizia” delle parti immerse delle strutture estrattive marine dell’AGIP, il loro reddito risulta quindi composto sia dall’introito AGIP, sia dalla vendita dei mitili. Il personale impiegato varia a seconda della dimensione della barca, su quelle più piccole sono imbarcati in due, il comandante e il subacqueo, mentre su quelle più grandi i subacquei sono due o tre. Anche per questa attività, così come per la mitilicoltura, il prodotto viene sbarcato nell’apposita area portuale, avvalendosi di nastri trasportatori, direttamente sui camion frigoriferi che trasferiscono i mitili per destinazioni nazionali o internazionali (principalmente per la Spagna e la Francia).

Va sottolineato che le zone di pesca dei mitili in Emilia Romagna sono “zone di produzione di tipo A in cui è consentita la raccolta e l’utilizzo per il consumo umano diretto”. Così come tutti i molluschi bivalvi, anche questi devono essere commercializzati al dettaglio confezionati, operazione che deve essere svolta da un Centro di Spedizione Molluschi.

Le modalità di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’imbarcazione e delle attrezzature sono le medesime di quelle delle altre attività sopra descritte. Anche in questo caso la manutenzione viene svolta dal personale imbarcato, successivamente alla conclusione delle attività di pesca o nelle giornate in cui non si esce in mare.

Tratto da "Lavorare nella Pesca e nella Maricoltura", Volume è stato realizzato nell’ambito della ricerca i mestieri del mare - ricognizione dei
Profili professionali e delle competenze nel settore della pesca marittima e dell’acquacoltura - finanziato dalla regione emilia romagna con il contributo del fondo sociale europeo - rif. P.a. 1532 / rer / 2001. Approvato con delibera n° 1734 del 31/07/01.