PESCA DELLE VONGOLE (Draga Idraulica)
Questa tipologia comprende tutte le imprese che svolgono l’attività di pesca delle vongole o poveracce (Chamelea gallina), dotate di imbarcazione avente una licenza di pesca con sistema DRAGA IDRAULICA; la normativa limita l’area di pesca al Compartimento Marittimo d’iscrizione dell’imbarcazione.
La programmazione delle attività normalmente viene svolta dal comandante che, tenuto conto di alcune priorità, pianifica la giornata di pesca. In sintesi, gli elementi primari della programmazione sono (l’elenco non sottintende alcun ordine d’importanza):
- richiesta del mercato;
- condizioni meteo-marine;
- aree consentite di pesca.
Circa le richieste del mercato, va precisato che da diversi anni è il Consorzio di Gestione che, nei limiti massimi indicati dalla legge (600 Kg), stabilisce la quota giornaliera del pescato, oltre alle giornate, gli orari e le aree di pesca. La pesca delle vongole, come sopra riportato, è limitata da diversi anni al compartimento di iscrizione dell’imbarcazione, inoltre i banchi hanno una precisa distribuzione batimetrica.
L’area di pesca è così limitata sia in senso “latitudinale”
- Compartimento di Rimini: comprende il tratto di costa, di circa 50 Km, che va dalla foce del Canale Zadina, posto a nord di Cesenatico -FC-, alla foce del Tavollo, corrispondente al portocanale di Cattolica -RN-;
- Compartimento di Ravenna: comprende il tratto di costa, di circa 60 Km, che va dalla foce del Canale Zadina, posto a nord di Cesenatico -FC-, alla foce del Po di Goro -FE-), che “longitudinale”, essendo le vongole presenti in fondali sabbiosi e sabbioso-fangosi entro i circa 10-12 m di profondità, ossia nella fascia costiera, entro 2 miglia nautiche (l’area di maggior interesse per questa pesca è comunque ristretta ai 500-1000 m dalla costa).
Per il raggiungimento dell’area di pesca sono necessari tempi variabili, che, considerate le velocità (8-12 nodi) e le distanze da percorrere (massimo 20-25 miglia nautiche), sono quasi sempre contenuti nelle due ore. Benché sia difficile stimare il tempo di permanenza in mare, in relazione alle innumerevoli variabili legate alla disponibilità della risorsa, ai quantitativi richiesti, alle condizioni meteo-marine, ecc., la “giornata tipo” prevede l’uscita all’alba e il ritorno entro le 16. In un anno, mediamente, le giornate di pesca sono 100-120. Normalmente sono impiegate a bordo 2 persone, di cui una con la qualifica di comandante-motorista (duplice fun- zione) e l’altra con quella di marinaio o mozzo. La pesca delle vongole si esercita con un attrezzo metallico denominato “draga idraulica” (di peso inferiore ai 600 Kg), trainato a marcia indietro (Fig. 17).
La draga oltre a penetrare nel fondo per circa 3-6 cm mediante una lama, è dotata anteriormente di una serie di ugelli dai quali esce acqua in pressione; questo sistema garantisce una più efficace azione di raccolta. Le calate hanno durata variabile (indicativamente di 5-20 minuti) in relazione a diversi fattori, tra i quali, i principali sono la densità del banco e la natura del fondale.
Per le operazioni di calo e recupero della draga ci si avvale di VERRICELLI IDRAULICI. Il materiale dragato viene scaricato in un vascone posto a prua dell’imbarcazione e da qui avviato ad una prima cernita meccanica, mediante un vibro-vaglio. Il prodotto in uscita è poi ulteriormente selezionato a mano, infine confezionato in sacchi da 10 Kg. In ogni porto c’è una precisa area di sbarco (per altro sotto controllo, per quantitativi e dimensioni minime del prodotto, dai funzionari della locale Capitaneria di Porto). Qui, i sacchi da 10 Kg vengono sistemati su un bancale, caricati su camion frigoriferi (con temperatura di circa 4° C) e trasferiti a un Centro di Spedizione Molluschi (CSM). L’operazione di sbarco e carico sul camion dura poche decine di minuti. Così come per tutte le imbarcazioni da pesca nell’area settentrionale adriatica, è previsto un rimessaggio annuale, durante il quale, oltre alla sistemazione dell’opera viva (parte dell’imbarcazione al di sotto della linea di galleggiamento), vengono svolti anche lavori strutturali di manutenzione e/o ammodernamento.
Le operazioni in secco durano circa 3-5 gg e prevedono il pieno coinvolgimento del personale imbarcato; di consuetudine vengono svolte nel periodo di fermo della pesca (due mesi a scelta del Consorzio di Gestione, comunque compresi tra il primo aprile e il trenta settembre). E’ prassi una manutenzione ordinaria dell’imbarcazione, del motore e genericamente delle at- trezzature di bordo. Questa manutenzione viene svolta dal personale imbarcato, successivamente alla conclusione delle attività di pesca o nelle giornate di fermo (mercoledì, sabato e domenica).
Tratto da "Lavorare nella Pesca e nella Maricoltura", Volume è stato realizzato nell’ambito della ricerca i mestieri del mare - ricognizione dei
Profili professionali e delle competenze nel settore della pesca marittima e dell’acquacoltura - finanziato dalla regione emilia romagna con il contributo del fondo sociale europeo - rif. P.a. 1532 / rer / 2001. Approvato con delibera n° 1734 del 31/07/01.







