ALLEVAMENTO DELLE COZZE (Mitilicoltura)
Questa tipologia comprende tutte le imprese che svolgono l’attività di ALLEVAMENTO IN SOSPENSIONE, nella maggior parte dei casi con impianti definiti di tipo “long-line” per i mitili (Mytilus galloprovincialis), come sotto schematizzato, a cui si riferisce la seguente descrizione d’attività.
Le imbarcazioni che svolgono questa attività, di 10-15 m di lunghezza, dispongono di licenza ministeriale come “Unità asservita ad impianto”. L’impresa normalmente è proprietaria oltre che dell’imbarcazione e delle eventuali strutture di supporto a terra, anche dell’impianto, realizzato su un’area in concessione demaniale.
La programmazione viene svolta dai gestori dell’impianto (che non sempre sono coloro che ci lavorano), che tenuto conto di alcune priorità, organizzano il ciclo annuale di produzione. Normalmente la giornata lavorativa incomincia alle ore 6 e termina alle 14; prevalente è la permanenza in mare, sull’impianto. A seconda della distanza dell’impianto dal porto di ormeggio e dalla velocità dell’imbarcazione, sono necessari per raggiungerlo dai 20 ai 40 minuti. In un anno, mediamente, le giornate di pesca sono 150-160. Il personale impiegato varia a seconda della dimensione dell’impianto e della imbarcazione a disposizione, da un minimo di 2 a 5 persone.
Frequentemente il comandante ha la duplice funzione (comandante e motorista), gli altri membri dell’equipaggio sono imbarcati con la qualifica di marinai, sia che siano soci (ossia nella maggior parte dei casi) o dipendenti. Un “ciclo produttivo” che, in Emilia-Romagna, dura normalmente 10-12 mesi, prevede la raccolta del novellame dalle strutture immerse (mitili di circa 1-3 cm di lunghezza), la loro lavorazione e preparazione della prima RESTA (rete tubolare di plastica contenente i mitili di 2-4 m di lunghezza e 6-8 cm di diametro); a questo incalzo, nei successivi 6-8 mesi, ne seguono altri (da 1 a 2). Una parte minima del prodotto è commercializzata anche sfusa, ossia i mitili vengono venduti sgranati.
Alcuni lavori possono essere svolti in porto, tra questi il più importante in termini di tempo, è l’incalzo - operazione legata alla preparazione delle “reste”. Il prodotto viene normalmente commercializzato o direttamente in “resta” (in questo caso non avviene nessuna operazione) oppure sgranato e, in quest’ultimo caso, i mitili vengono meccanicamente sgranati e selezionati (la lunghezza minima commerciale è di 50 mm), il prodotto è poi normalmente conferito in casse di plastica o sacchi, aventi una capacità di 20-25 Kg. Il prodotto viene sbarcato dai mitilicoltori nell’apposita area portuale, avvalendosi di nastri trasportatori, direttamente sui camion frigoriferi che trasferiscono i mitili per destinazioni nazionali o internazionali (principalmente per la Spagna e la Francia).
Va sottolineato che i mitili, allevati in Emilia-Romagna in “zone di produzione di tipo A in cui è consentita la raccolta e l’utilizzo per il consumo umano diretto”, così come tutti i molluschi bivalvi, devono essere commercializzati e confezionati al dettaglio, operazione che deve essere svolta da un Centro di Spedizione Molluschi. In questa tipologia d’attività, oltre alla manutenzione dell’imbarcazione e delle attrezzature, una parte consistente della quota dell’attività è legata alla manutenzione dell’impianto a mare.
Anche per le imbarcazioni adibite alla mitilicoltura è previsto un rimessaggio annuale, durante il quale, oltre alla sistemazione dell’opera viva (parte dell’imbarcazione al di sotto della linea di galleggiamento), vengono svolti anche lavori strutturali di manutenzione e/o ammodernamento. Le operazioni in secco durano circa 3-5 gg, e prevedono il pieno coinvolgimento del personale imbarcato. Per quanto riguarda l’impianto, la manutenzione straordinaria riguarda il rinnovo delle strutture “fisse”: linee di ormeggio, filari, impianto di segnalazione. E’ prassi una manutenzione ordinaria dell’imbarcazione, del motore e, genericamente, delle attrezzature di bordo. Questa manutenzione viene svolta dal personale imbarcato, successivamente alla conclusione delle attività di pesca o nella giornata di sabato. Le operazioni di manutenzione ordinaria dell’impianto riguardano la manutenzione delle strutture di segnalazione, la pulizia di filari, boe e linee d’ormeggio.
Tratto da "Lavorare nella Pesca e nella Maricoltura", Volume è stato realizzato nell’ambito della ricerca i mestieri del mare - ricognizione dei
Profili professionali e delle competenze nel settore della pesca marittima e dell’acquacoltura - finanziato dalla regione emilia romagna con il contributo del fondo sociale europeo - rif. P.a. 1532 / rer / 2001. Approvato con delibera n° 1734 del 31/07/01.







